10 feb 2010

Scritto da Daniela Paris in di vino, divagazioni | Commenti disabilitati

Mio padre si chiama Bouchard

Mio padre si chiama Bouchard

Vinexpo, giugno 2009. Dopo tre giorni di memorabili degustazioni con vignerons che sognavo d’incontrare da anni e grazie ai quali ero emozionata come una bambina con le sue scarpette nuove, gli ultimi vini che assaggiamo sono degli di una grande tipicità, quelli del .

Ad accoglierci nello stand c’è Romain, giovane e talentuoso , nonché figlio di Pascal, che ci sorprende con la degustazione della sua nuova produzione, ovvero due etichette del Domaine de la Grande Chaume, azienda da lui rilevata nel 2005. L’autenticità e la purezza dei vini, nella loro perfetta corrispondenza con la personalità del , hanno proiettato mente e desiderio della sottoscritta ad una degustazione con loro in Italia. Immediatamente glielo propongo…

Romain lo scorso gennaio ci ha raccontato di Chablis e del suo terroir segnato da una natura geologica che ha il sapore dell’incredibile, ci ha intrattenuti parlandoci delle 4 appellations chablisiennes e di come prese forma la storia vinicola della sua famiglia grazie al nonno André Tremblay, noto e lungimirante produttore dell’Yonne degli anni cinquanta.

Ci ha raccontato della sua attività di oggi, di come dal 2000 affianchi il lavoro del padre nei loro 33 ettari di proprietà vitata occupandosi in primis del vignoble, che a suo avviso rappresenta il lavoro più importante da svolgere per ottenere dei risultati degni di nota e specchio dell’annata stessa, e poi di come riempia al meglio il tempo che gli resta dalla sua esigente attività legata alla terra e alla crescita delle sue tre spendide figlie, ovvero partecipando ad importanti degustazioni in giro per il mondo.

Nel 2005 Romain ha inoltre acquistato due magnifiche parcelle, di cui una premier cru, Vau de Vey, di poco meno di tre ettari e caratterizzata da un terreno calcareo-marnoso del kimmeridgiano e l’altra, appellation village, situata sulla riva destra del Serein accanto al “blocco” dei grands crus nella valle del Grand Bois, dando così vita al Domaine de la Grande Chaume (in conversione biologica Ecocert dal 2007).

Questi ultimi assaggi mi avevano colpito a Vinexpo ed oggi mi emozionano: puri e verticali, dalla grande tipicità ed eleganza, lasciano spazio a nette note agrumate, bella complessità e notevole persistenza.

Come potevamo non fare assaggiare la tipica cucina romana ad una persona di nome Romain?

Con tutto il team ceniamo egregiamente innaffiando le portate con il Trebbiano d’Abruzzo di Valentini, poiché non ci sembrava male come presentazione della nostra terra!

Durante la cena Romain mi chiede come mai avessi il cognome francese, gli rispondo a lungo e con ogni dettaglio. A loro volta iniziano tutti diffusamente a parlare dell’origine del proprio nome di famiglia, tranne lui. Non potevo trattenermi: a quel punto gli giro la domanda “Et toi pourquoi tu t’appelles Bouchard ?” E lui, con grande semplicità, risponde “perchè mio padre si chiama Bouchard!”

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  1. Retour d'Italie : Des articles sympas - ROMAIN BOUCHARD - CHABLIS - [...] padre si chiama Bouchard". C'est beau, même quand on y comprend rien... Vous pouvez allez voir la version originale, ...
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