Scritto da Luca Burei in mappe | 1 commento
cartografia gastronomica dell’Avvento
Da piccolo mettevo l’ingegnosa destrezza di Arsenio Lupin nell’aprire il 1° dicembre tutte le finestrelle del materno calendario dell’Avvento, facendo sì che nessuno se ne accorgesse. Poi, a diventar grande, me ne son trovato uno proprio, arricchito d’anno in anno, ove al posto delle caselle coperte vi sono i caselli autostradali dei miei viaggi di ritorno e nessuno mi sgrida se voglio arrivar prima a Natale. E’ un rito diverso, pagano certo, ma che vuol essere di condivisione con gli affetti, gli amici, gli altri, se stessi, di cose buone a chiuder l’anno e rasserenar gli animi.
Si sgrana come un peregrinar che parte da Torino, Piazza Carlo Felice, all’acquistare qualche scatola rosso e oro di gianduiotti artigianali e tagliati a mano di Giordano. Vi è nel lasciarli sciogliere lentamente in bocca la consapevolezza di un riappropriarsi del tempo proprio ed altrui.
Qualche centinaio di chilometri più a Sud, è il turno del disossatore che prepara un Langhirano 21 mesi del Prosciuttificio Ghirardi Onesto, né troppo giovane né troppo stagionato, ché il prosciutto non deve essere come il pisello per i maschietti, lotta di lunghezze e stagionature: il mio è più stagionato del tuo!
Visto che si è in terra di salumi, fermarsi da Bidinelli è obbligo, anche se non son più loro. Hanno dovuto vendere e trasferirsi qualche chilometro più su, dal borgo natio di Ligabue a Novellara. Mi dicono che la mortadella al tartufo è la stessa di sempre, così come il cotechino. Ed io a fidarmi.
Pochi chilometri di Bassa per prendere qualche punta di parmigiano delle vacche rosse al Consorzio. A Reggio ho trascorso due inverni dalla solitudine appesa alle grucce dell’armadio in albergo e quel parmigiano pastoso, sapido, appagante a sconfiggerla.
Passato l’Appennino vi è la dolcezza che mi attende. Dapprima Luca Mannori a Prato, per la sua Setteveli da portar via e consumar come vita la sera stessa, un paio di tavolette di Acqua (l’unica che sia distinta e somma di cioccolata e sale) e qualche vasetto di 2003, spalmabile di cacao, olio extra vergine d’oliva e cristalli di sale, che sta alla Nutella come Jean Claude Izzo sta a Faletti. Dévio, che s’ha da fare, e me ne vado giù verso Pistoia, da Roberto Catinari ad Agliana. V’è nei suoi grappini sere di parole e sigari tra amici, quando ancora l’adulta invidia giaceva sotto cenere e la sua cioccolata fondente con le fave pareva il confine labile tra la sicumera del fregnone e la consapevolezza di chi ha vissuto.
Ormai verso casa, due volte a far il bastian contrario in Toscana. Dapprima a prender la carne da Pisi, a Chiusi, che si conosce meno del macellaio di Piazze, ma ad andar dove vanno tutti a me vien noia e poi, ad entrarci in confidenza, macella come vuoi tu e ti fa dono di ciò che ha allevato per sé. Infine un salto a San Casciano dei Bagni, per un panettone fichi e noci (i miei avi meneghini si rivoltan nella tomba) alla Pasticceria Campanile, poco prima di quell’affaccio che da solo vale tutto.
Ecco, ho passato tutti i caselli ed è arrivato anche questo Natale.
Che si possa, in questi giorni, con chi si ama condividere il desco e il cibo, semplice, raffinato, poco o molto che sia, è il mio augurio a tutti.
>Giordano
Piazza Carlo Felice 69
Torino
Tel. 011 547121
>Prosciuttificio Ghirardi Onesto
Via Cascinapiano 24
43013 Langhirano (PR)
Tel. 0521 857617
www.ghirardionesto.com
>Salumificio Bidinelli ora B.B.S
Via Colombo Cristoforo
42017 Novellara
Tel. 0522 654166
>CVPARR
Via F.ll Rosseli 41/2
42100 REGGIO EMILIA
Tel. 0522 294655
>Pasticceria Luca Mannori
Via Lazzerini 2
Prato
Tel. 0574 21628
www.mannoriluca.com
>Roberto Catinari
Via Provinciale, 98
Agliana (PT)
Tel. 0574 718506
www.robertocatinari.it
>Pasticceria Il Campanile
San Casciano dei Bagni (SI)
Tel. 0578 58388
>Antica Macelleria Pisi
Via Porsenna 52
53043 Chiusi
Tel. 0578 21002

E’ un tour gastronomico intrigante che nella particolare descrizione comunica fortemente l’anima da buongustaio di cibo e di parole… ed è anche un percorso nella memoria che lascia socchiusa qualche casella dell’anima…
Alla fine ci si ritrova a scorrere gli indirizzi con il pensiero che si allarga fino al desiderio di accendere motore, navigatore, e… mi sia concesso… vasco a palla.
Benché lo stomaco sia più che soddisfatto per il troppo santificare, adesso, per una mannoriana danza del ventre ci sarebbe lo spazio.