Scritto da Luca Burei in d'altro, divagazioni | 2 commenti
notte di terzi
Il primo terzo è la conquista, di taglio ed accensione, saliva ad inumidir la base, fiamma leggera –ah, se fosse cedro!- rotazione lenta tra le labbra, braciere che avvampa. Cresce in sordina ai passi notturni tra i viali alberati, scomposto magari come l’incedere di un ubriaco o sorprendente come la vita. Il primo terzo è di promessa inconfessata, profilo di ragazza, incertezza ed aspettativa.
Il secondo terzo è la rivelazione, di aromi e consistenze –ah, ecco il miele- fianchi nuovi e sguardi, l’attesa da riempire di un passo dopo l’altro, di un respiro, una sottana. Traccia segni sulle crete mature e lunga combustione fa di tempo, foglie ed anima. Il secondo terzo è l’impazienza e la conferma, corpi, sospiri e desiderio.
L’ultimo terzo è d’appagamento, assoluto e travolgente, d’incanto senza fiato –ah, diomio…- archi e volute nella notte, lingua e labbra e occhi chiusi. Lega i giorni a venire come ruedas in galera, nastro chiaro e una spallina, promessa da mantenere. E’ respiro che si ferma, traiettoria a mezz’aria, un amore ritrovato e un’amante da tradire. L’ultimo terzo è abbandono, seme lasciato, solco e coltri e riposo.

Queste notti non mi son nuove…
Neanche a me